Anche se apparentemente era la stanza più scomoda della casa, con un gradino che correva lungo tutta la parete, è sempre stata la migliore. Era la stanza vissuta ogni giorno, dove mio nonno aveva persino modificato il divano per farlo poggiare sul gradino. È qui che ho passato giornate intere a guardare fuori dalla finestra, osservando la testa che decora il Teatro Biondo, mentre mio nonno mi cantava filastrocche. Oggi, valorizzata dal suo letto sospeso, ‘A megghiu è tornata a essere quello che è sempre stata: il cuore palpitante della casa, dove il tempo si ferma e i ricordi prendono forma.

